Processo No TAV: una proposta da parte di alcuni imputati di Milano

Posted: giugno 22nd, 2012 | Author: | Filed under: General, Milano, Testi | No Comments »

Il documento seguente è stato inviato a tutti gli imputati del processo No TAV

L’operazione giudiziaria del 26 gennaio scorso, secondo le parole del procuratore capo di Torino Caselli, ha voluto colpire dei singoli fatti delittuosi e non il movimento No Tav nel suo insieme. Il reale tentativo è stato quello di isolare dal proprio contesto i fatti del 27 giugno e del 3 luglio, depoliticizzare quelle giornate, colpendo chiunque si trovasse fisicamente ad affrontare la polizia per difendere la Libera Repubblica della Maddalena prima e per cercare di riprenderla poi.

Portare la valle in città”

La solidarietà agli arrestati si è diffusa in tutta Italia confermando che la lotta No Tav non è solamente una lotta locale, ma trae la sua forza dal collegamento e dalla vicinanza con le altre lotte.

Il movimento No Tav ha assunto la questione repressiva come già aveva fatto dopo il 3 luglio, quando una campagna mediatica si era scatenata per costruire l’identikit del black bloc sbarcato in Val Susa per attaccare la polizia.

Il “siamo tutti black bloc” seguito dal “si parte e si torna insieme” da semplici slogan sono diventate pratiche e modalità condivise. Così anche nella fase processuale, momento particolarmente delicato, è necessario che si rivelino in tutta la loro forza, in quanto patrimonio collettivo.

Il fatto che la maggior parte degli arrestati non fossero abitanti della Val Susa ha provocato l’effetto opposto rispetto a ciò che si auspicavano i magistrati. Dopo gli arresti sono state innumerevoli le azioni di solidarietà diffuse in tutta la penisola e oltre, dai blocchi stradali alle occupazioni di stazioni, passando per i benefit e gli incontri pubblici a sostegno della lotta. Il collegamento del movimento No Tav con il resto del paese si è reso ancora più evidente, ancora più intenso.

Il processo è parte della lotta No Tav

Non sono solo la vicinanza e la solidarietà attiva agli arrestati a fare del processo una parte della lotta No Tav. E’ necessaria un’assunzione da parte di tutti, un’elaborazione comune delle pratiche e delle parole giuste per affrontare ogni fase processuale. Serve un collegamento tra i momenti giuridici, che si reggono su un terreno a noi ostile, e il ritmo della lotta stessa. L’intensità raggiunta con le esperienze vissute durante le varie fasi della lotta costituisce una risorsa preziosa che non possiamo permetterci di disperdere.

Mentre il processo inizierà il 6 luglio, un campeggio sarà già presente in valle, creando un spazio d’incontro dove intensificare i legami già esistenti e conoscere nuovi compagni. La circolazione tra questi due ed altri momenti sarà un’occasione per rafforzare il movimento e trasformare l’operazione repressiva, lanciata dalla magistratura, in un boomerang che le si rivolga contro.

Subire un arresto, dover passare mesi in carcere, sentire la mancanza di un compagno, un amico indispensabile per la lotta ha un peso enorme sulla forza del singolo e della collettività che gli è vicino. D’altra parte sono i momenti difficili a svelare quanto di politico nasconde un’amicizia, quanto è forte e indissolubile prendere dei rischi insieme, stringersi per non sentirsi soli a subire la repressione. Il volto del potere non assume i tratti di un’astratta figura che dirige e impone dall’alto, come un moderno Leviatano, ma è qualcosa di molto più familiare fatto di funzionari che ci negano permessi, poliziotti che ci svegliano nel cuore della notte, comportamenti che a volte noi stessi riproduciamo e dispositivi che ci tengono divisi.

Dagli arresti del 26 gennaio le misure restrittive sono state dure, tenendo ancora in carcere quattro compagni a distanza di quasi cinque mesi, censurando le corrispondenze, respingendo richieste di permessi. L’accanimento repressivo dimostra quanto la lotta No Tav faccia paura, perché capace di rendersi offensiva e non solo resistente, continuativa ma anche attraversata da momenti di accelerazione.

Ipotesi su una difesa collettiva

A Milano alcuni imputati del processo No Tav si sono incontrati con altri compagni per iniziare a confrontarsi su come affrontare il processo che inizierà il 6 luglio al tribunale di Torino.

La volontà di costituire un’unità al processo, non è solo una scelta di difesa ma una possibilità d’attacco, in quanto l’obiettivo della giustizia, come già avvenuto con l’operazione repressiva, è quello di dividerci. Per questo le scelte individuali o le deleghe non consapevoli agli avvocati rischierebbero di depotenziare la difesa collettiva e di prestare il fianco all’accusa.

Unità non vuol dire uniformarsi ad una linea monolitica di difesa o cadere in un frontismo neutro che annulli le divergenze, ma significa arrivare compatti pur nella diversità di posizioni e di sensibilità. L’eterogeneità non deve essere un ostacolo: può diventare un’occasione per elaborare insieme le scelte su ogni passaggio processuale. Il processo dovrebbe essere affrontato con la stessa attitudine con cui il movimento No Tav è riuscito a rimanere compatto nelle sue differenze, anche nei momenti difficili. Così come parte e si torna insieme nei boschi della Clarea, e tra i guardrail dell’A32, con lo stesso spirito dobbiamo affrontare l’infame aula del tribunale.

Difesa comune significa confrontarsi il più possibile tra imputati e avvocati sulle scelte da fare, allargando la presa in carico del processo a tutto il movimento No Tav. Fondamentale è il collegamento con le prossime fasi della lotta, portando tutta la forza che il campeggio saprà esprimere all’interno del tribunale.

Scegliere il rito ordinario è un’occasione per collegare le fasi processuali con la lotta. Andare a dibattimento, portare testimonianze ed elementi difensivi significa entrare in un terreno ostile non come soggetti passivi che attendono il giudizio, ma prendendo parte al processo con lo spirito combattivo che caratterizza il movimento No Tav. Rinunciare a questa opzione e fare la scelta del rito abbreviato preclude ogni possibilità di rendere questo processo un’occasione politica e di rilancio della lotta. Oltre che esporre se stessi e gli altri a rischi maggiori, questo confermerebbe la tesi dell’accusa di trovarsi di fronte ad un movimento frammentato.

Pur consapevoli delle difficoltà soggettive ed emotive che attraversano gli imputati, la posizione più forte che possiamo sostenere è che davanti ai giudici non ci saranno degli individui chiamati a rispondere delle loro azioni, ma un intero movimento di lotta che non si è fermato davanti alle cariche e nemmeno davanti ad arresti e processi.

L’intenzione di questo documento è proporre una discussione rispetto al processo, alle scelte tecniche e un confronto per non arrivare divisi in aula, per non partire già rassegnati alla condanna.


Irruzione al Corriere della Sera

Posted: aprile 10th, 2012 | Author: | Filed under: Azioni, General, Milano | Tags: , , | 1 Comment »

Martedì 10 Aprile, ore 16:00: irruzione di un gruppo di No Tav al Corriere della Sera, via Solferino.

1. Irrompere nelle sedi degli organi di informazione, non per contestare le scelte redazionali o ripetere ancora una volta che i giornalisti sono degli infami. E’ noto che questi si sono resi più volte complici e protagonisti degli atti repressivi, consegnando testimonianze e foto a polizia e magistratura, e costruendo un immaginario che criminalizza e dunque tenta di isolare tutte le lotte in corso.

2. La questione non è instaurare un dialogo, sedersi con questo o quel giornalista a cercare di tracciare qualcosa di buono. Si tratta di imporre a un giornale dei contenuti. Non per alimentare il dibattito, ma per rilanciare la lotta, per dare visibilità oltre la coltre mediatica alla giornata dell’11 aprile e ai compagni ancora detenuti.

3. La trentina di No Tav che ha fatto irruzione nell’ufficio del co-direttore del Corriere della Sera aveva un solo interesse: che questo comunicato venisse pubblicato. Non c’è da farsi alcuna illusione sul modo in cui verrà commentata e criminalizzata questa pratica semplice e riproducibile ovunque.
Questo è il comunicato per intero:
MILANO – 10/04/2012
Alcuni No Tav milanesi hanno occupato la redazione del Corriere della Sera di via Solferino,  rispondendo all’appello che arriva dalla Val di Susa. Vogliono che sia pubblicato il presente comunicato.
La Val di Susa è già ovunque: mercoledì 11 aprile avverranno cortei, blocchi e azioni No Tav in tutta Italia.
A Milano corteo ore 18:00 Piazzale Cadorna.
IL TAV NON SI FARA’ MAI.
LIBERTA’ IMMEDIATA PER TUTTI I NOTAV INQUISITI.
BLOCCARE TUTTO, DAPPERTUTTO.
Celo, Lollo, Mau, Nic liberi!

 

Abbiamo mantenuto tutti gli impegni, e andiamo avanti.


Corteo No Tav a Milano – 11 Aprile rispondiamo all’appello della valle!

Posted: aprile 10th, 2012 | Author: | Filed under: General, Iniziative ed Eventi, Milano | Tags: , , | No Comments »

Di seguito pubblicchiamo l’appello del momento NoTav per la giornata dell’undici :

Questo appello è rivolto a tutti gli uomini e donne che, in questi lunghi mesi di occupazione militare, in questi mesi di lotta e resistenza NoTav, si sono schierati al nostro fianco in ogni dove d’Italia.
Grazie a voi è stato chiaro a chi ha cuore e intelligenza che la lotta dei No Tav di quest’angolo di Piemonte è la lotta di tutti coloro che si battono contro lo sperpero di denaro pubblico a fini privatissimi, contro la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite e delle nostre relazioni sociali.
Difendere la propria terra e la propria vita è difendere il futuro nostro e di tutti. Il futuro dei giovani condannati alla precarietà a vita, degli anziani cui è negata una vecchiaia dignitosa, di tutti quelli che pensano che il bene comune non è il profitto di pochi ma una migliore qualità della vita per ciascun uomo, donna, bambino e bambina. Qui e ovunque.
In ogni ospedale che chiude, in ogni scuola che va a pezzi, in ogni piccola stazione abbandonata, in ogni famiglia che perde la casa, in ogni fabbrica dove Monti regala ai padroni la libertà di licenziare chi lotta, ci sono le nostre ragioni.

Dopo la terribile giornata del 27 febbraio, quando uno di noi ha rischiato di morire per aver tentato di intralciare l’allargamento del fortino della Maddalena, il moltiplicarsi dei cortei, dei blocchi di strade, autostrade, porti e ferrovie, in decine e decine di grandi e piccole città italiane ci ha dato forza nella nostra resistenza sull’autostrada. 
In quell’occasione abbiamo capito che, nonostante le migliaia di uomini in armi, il governo e tutti i partiti Si Tav erano in difficoltà. Si sono aperte delle falle nella propaganda di criminalizzazione, si sono aperte possibilità di lotta accessibili a tutti ovunque.

Il 27 febbraio non si sono limitati a mettere a repentaglio la vita di uno dei noi, hanno occupato un altro pezzo di terra, l’hanno cintata con reti, jersey, filo spinato.

Il prossimo mercoledì 11 aprile vogliono che l’occupazione diventi legale. 
Quel giorno hanno convocato i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. Potranno entrare nel fortino fortificato come guerra solo uno alla volta: se qualcuno non si presenta procederanno comunque. L’importante è dare una patina di legalità all’imposizione violenta di una grande opera inutile. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori.

I No Tav anche questa volta ci saranno. Saremo lì e saremo ovunque sia possibile inceppare la macchina dell’occupazione militare.

Facciamo appello perché quel giorno e per tutta la settimana, che promoviamo come settimana di lotta popolare No Tav, ci diate appoggio. Abbiamo bisogno che la rete di solidarietà spontanea che ci ha sostenuto in febbraio, diventi ancora più fitta e più forte.
Non vi chiediamo di venire qui, anche se tutti sono come sempre benvenuti, vi chiediamo di lottare nelle vostre città e paesi.
Vi chiediamo di diffondere la resistenza.

 


No Tav – Dietro a quegli stewards c’eravamo tutti

Posted: marzo 16th, 2012 | Author: | Filed under: Azioni, Foto, General, Milano | Tags: , , | 1 Comment »

Inter-Marsiglia, ottavi di Champions, settore ospiti


No Tav – Le cinquanta giornate

Posted: marzo 16th, 2012 | Author: | Filed under: Altrove, Azioni, General, Milano, Testi | Tags: , , , , , , , , , | No Comments »

Cronologia parziale dal 26/1 al 14/3

Merda, la maschera antigas!

Giovedì 26 gennaio

Innumerevoli attestati di solidarietà nei confronti degli arrestati in tutta Italia. Presidi, cortei spontanei, momenti di saluto pirotecnico sotto le mura delle carceri si svolgono a Torino, Milano, Padova, Bologna, Trento, Asti, Cagliari. A Roma alcuni studenti salgono sui tetti di Trenitalia in segno di protesta.

La cronologia continua… non qua, .

Scarica il .pdf  per la versione stampa.


Dall’assalto alle reti all’agguato alla metropolitana

Posted: marzo 5th, 2012 | Author: | Filed under: Azioni, Foto, General, Milano | Tags: , , , | No Comments »

MM2 Cimiano - ore 13.30

Riceviamo e pubblichiamo a seguito dell’azione:

Portare la valle in città

Queste cinque parole non possono significare una questione meramente geografica, o meramente politica. Non è solo una circolazione di persone, conoscenze, lotte. Non è solo una solidarietà che si esprime attraverso cortei, volantini, striscioni, dirette radiofoniche. Va più in la. Per noi deve essere sinonimo di contaminazione. Portare la valle in città implica anche un “inquinamento” della valle. Non solo cortei, non solo informazione. E nemmeno solo scontri o solo pietre. E’ inevitabile che quando il terreno cambia anche la pratica guerrigliera deve cambiare. Ciò che non deve cambiare è l’attitudine, ma ci siamo resi conto dell’impossibilità di importare le pratiche della valle in città. Dimostrazione di ciò sta nel fatto che i blocchi delle stazioni durano solamente pochi minuti e quelli delle autostrade sono un miraggio, cosi come lo è un confronto violento con la polizia. Quando la valle scende in città perde la sua connotazione squisitamente innocente e populista, si imbastardisce e si inquina. Non più volantinaggi in accoglienti borghi montanari ma scritte grondanti di odio vergate sui muri. Non marce chilometriche sulle statali ma cortei selvaggi e scaramucce nelle piazze e nelle stazioni. Non assalto alle reti ma agguato alla metropolitana. Le azioni No TAV mantengono il loro spirito e cambiano la loro lingua. Dal dialetto di montagna si trasformano in ruggito di giungla metropolitana.