lettera di Mattia dal carcere di Alessandria

Cari compagni, vi mando un abbraccio fortissimo e questo saluto scritto a caldo per Guccio.
Leggeteglielo, se lo incontrate.

sempre vostro

Mattia.

Guccio ascoltava il mare
con il coraggio degli esploratori
l’inquietudine dei marinai
beveva la vita tutta d’un fiato
e se ne ubriacava
come uno scaricatore di porto
alle prese con il suo primo amore
 
chissà in quale tempesta si è addentrato scrutando l’orizzonte
chissà quale sirena interiore ha cantato per lui
 
Ascolta il mare, Guccio
la senti la bufera che urla?
la senti l’onda che cresce?
lo senti il vento che fischia tra gli scogli?
 
Ascolta il mare, Guccio
ti parlerà di noi
delle nostre vite burrascose
dei nostri sogni scagliati come sassi a filo d’acqua
 
Ascolta le nostre storie, Guccio
raccolte in mare da pescatori di speranza
volti di pietra e cuori di diamante
 
Ascolta le nostre voci rapite dai venti
inseguire tesori come pirati senza tempo
 
Ascoltaci lottare
ascoltaci giocare
ascoltaci ridere
ascoltaci piangere
ascoltaci, e portaci con te, lontano
alla scoperta di nuovi mondi
oltre le frontiere dell’ignoto
 
I marinai non muoiono
i marinai viaggiano.
E noi viaggeremo al tuo fianco.

Carcere di alessandria, 25.2.2014

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Lettere di Mattia e Nico dal carcere di Alessandria

IL PARTENTE /1

http://www.autistici.org/macerie/?p=30080

IL PARTENTE /2

http://www.autistici.org/macerie/?p=30089

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Bergamo, murate, striscioni e attachinaggi selvaggi

I dettagli su: http://il-neroveleno.blogspot.it/

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Sedi di radio e giornali ricoperte di scritte No Tav

Milano – 20 febbraio -  Nella notte vari gruppi di No Tav hanno ricoperte gli ingressi dei principali organi di informazione nazionale, Il giornale, Il corriere della sera, Gruppo Espresso, Il Giorno, Il Sole XXIV Ore, Radio Deejay, con scritte in solidarietà ai No Tav inquisiti per terrorismo e ricordando l’appuntamento di sabato 22 febbraio giornata di mobilitazione nazionale.

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Video NoTavLiberi – corteo 22 febbraio Milano

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Dante in Valsusa: Inferno Canto XXXIII bis

infernotabor

Si formerà dal Seghino a Chianocco

da Venaus, Bussoleno e Chiomonte
per tutta la Val Susa un solo blocco;

da fondovalle fino in cima al monte
sarà modello d’ogni altra vallata,
e d’ogni libertà presidio e fronte;

chi vorrà far colà terra bruciata
vedrà levar la testa, e quanto vale
l’orgoglio d’una gente ricattata.

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22 febbraio corteo No Tav a Milano

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Venezia No Tav

Una decina di striscioni vengono calati dai ponti dei canali veneziani in solidarietà con i No Tav arrestati e per sostenere la giornata nazionae del 22 febbraio

La mattina di martedi 18 febbraio le filiali della CaRiVe (gruppo san paolo) hanno ricevuto le visite dei no tav.
Lunghe code agli sportelli, lunghe “supercazzole” raccontate alle casse, attraverso le sole parole si è riusciti a far chiudere alcune delle filiali visitate.
in solidarietà a Mattia, Claudio, Niccolò, Chiara.

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Striscioni apparsi a Saronno

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Appello dei familiari di Chiara, Niccolò, Mattia, Claudio

In queste settimane avete sentito parlare di loro. Sono le persone arrestate il 9 dicembre con l’accusa, tutta da dimostrare, di aver assaltato il cantiere Tav di Chiomonte. In quell’assalto è stato danneggiato un compressore, non c’è stato un solo ferito. Ma l’accusa è di terrorismo perché “in quel contesto” e con le loro azioni presunte “avrebbero potuto” creare panico nella popolazione e un grave danno al Paese. Quale? Un danno d’immagine. Ripetiamo: d’immagine.

L’accusa si basa sulla potenzialità di quei comportamenti, ma non esistendo nel nostro ordinamento il reato di terrorismo colposo, l’imputazione è quella di terrorismo vero e volontario. Quello, per intenderci, a cui la memoria di tutti corre spontanea: le stragi degli anni 70 e 80, le bombe sui treni e nelle piazze e, di recente, in aeroporti, metropolitane, grattacieli. Il terrorismo contro persone ignare e inconsapevoli, che uccideva, che, appunto, terrorizzava l’intera popolazione. Al contrario i nostri figli, fratelli, sorelle hanno sempre avuto rispetto della vita degli altri. Sono persone generose, hanno idee, vogliono un mondo migliore e lottano per averlo. Si sono battuti contro ogni forma di razzismo, denunciando gli orrori nei Cie, per cui oggi ci si indigna, prima ancora che li scoprissero organi di stampa e opinione pubblica. Hanno creato spazi e momenti di confronto. Hanno scelto di difendere la vita di un territorio, non di terrorizzarne la popolazione. Tutti i valsusini ve lo diranno, come stanno continuando a fare attraverso i loro siti.

E’ forse questa la popolazione che sarebbe terrorizzata? E può un compressore incendiato creare un grave danno al Paese? Le persone arrestate stanno pagando lo scotto di un Paese in crisi di credibilità. Ed ecco allora che diventano all’improvviso terroristi per danno d’immagine con le stesse pene, pesantissime, di chi ha ucciso, di chi voleva uccidere. E’ un passaggio inaccettabile in una democrazia. Se vincesse questa tesi, da domani, chiunque contesterà una scelta fatta dall’alto potrebbe essere accusato delle stesse cose perché, in teoria, potrebbe mettere in cattiva luce il Paese, potrebbe essere accusato di provocare, potenzialmente, un danno d’immagine. E’ la libertà di tutti che è in pericolo. E non è una libertà da dare per scontata. Per il reato di terrorismo non sono previsti gli arresti domiciliari ma la detenzione in regime di alta sicurezza che comporta l’isolamento, due ore d’aria al giorno, quattro ore di colloqui al mese. Le lettere tutte controllate, inviate alla procura, protocollate, arrivano a loro e a noi con estrema lentezza, oppure non arrivano affatto. Ora sono stati trasferiti in un altro carcere di Alta Sorveglianza, lontano dalla loro città di origine. Una distanza che li separa ancora di più dagli affetti delle loro famiglie e dei loro cari, con ulteriori incomprensibili vessazioni come la sospensione dei colloqui, il divieto di incontro e in alcuni casi l’isolamento totale. Tutto questo prima ancora di un processo, perché sono “pericolosi” grazie a un’interpretazione giudiziaria che non trova riscontro nei fatti.

Questa lettera si rivolge: Ai giornali, alle Tv, ai mass media, perché recuperino il loro compito di informare, perché valutino tutti gli aspetti, perché trobino il coraggio di indignarsi di fronte al paradosso di una persona che rischia una condanna durissima non per aver trucidato qualcuno ma perché, secondo l’accusa, avrebbe danneggiato una macchina o sarebbe stato presente quando è stato fatto..

Agli intellettuali, perché facciano sentire la loro voce.

Perché agiscano prima che il nostro Paese diventi un posto invivibile in cui chi si oppone, chi pensa che una grande opera debba servire ai cittadini e non a racimolare qualche spicciolo dall’Ue, sia considerato una ricchezza e non un terrorista. Alla società intera e in particolare alle famiglie come le nostre che stanno crescendo con grande preoccupazione e fatica i propri figli in questo Paese, insegnando loro a non voltare lo sguardo, a restare vicini a chi è nel giusto e ha bisogno di noi.

Grazie

I familiari di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò

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